…ovvero “cosa cavolo è Keitai Denjuu Telefang?”. Rispondo subito.

携帯電獣テレファング, o in romaji Keitai Denjuu Telefang (d’ora in poi lo abbrevio con Telefang), è un videogioco per Game Boy Color realizzato da Smilesoft nel 2000 e pubblicato da Natsume. Mentre il nome di Natsume i nintendari dovrebbero conoscerlo per via di Harvest Moon (per koalalorenzo, una sorta di Animal Crossing da fattoria), quello di Smilesoft è decisamente meno conosciuto, anche perché questa software house non esiste più dal 10 aprile 2003, quando il proprietario è stato arrestato (XD). Comunque, diciamo che Telefang è la loro interpretazione di un genere molto in voga tra le software house dell’epoca, quello che viene solitamente definito un particolare tipo di JRPG ma che io preferisco chiamare “catturaimostriallenaliefallicombattere”. Da quando una piccola software house di nome Game Freak ha reso popolare in tutto il mondo questo genere, molti tentarono di seguire le sue orme, e questo è uno dei risultati.
Siamo nel 2020 e gli esseri umani sono dotati di particolari cellulari chiamati D-Shot che permettono ai proprietari di teletrasportarsi attraverso degli alberi-antenne. Il gioco narra delle peripezie del tale Shigeki, che durante una partita di baseball manda la palla in prossimità di un albero-antenna, e quando va a riprenderla finisce per sbaglio in un mondo parallelo, popolato da strane creature chiamate Denjuu, dotate ognuna di un D-Shot. Ben presto Shigeki conosce un denjuu chiamato Krypto (クリプト) o Fungus (ファンガス), a seconda della versione del gioco. Infatti (Miyamoto insegna!) Telefang era venduto in due versioni differenti: una era la Power Version e l’altra la Speed Version, che si differenziavano soltanto per il, diciamo, denjuu-starter (per continuare il parallelo con i pokémon), e per alcune parti della trama.
Quindi, il gioco ruota attorno alla collezione dei numeri di telefono dei vari denjuu, che poi potremo chiamare quando ne avremo bisogno, come per esempio in occasione di un Telefang (sono chiamate così le lotte tra denjuu). La cosa curiosa è che i mostri impiegheranno del tempo prima di arrivare sul campo di battaglia, e questo tempo varia a seconda della distanza del luogo dove ci troviamo da quello dove abbiamo incontrato quel denjuu per la prima volta. Così, anche se lo schema di allenamento dei denjuu ricalca quello di una serie ben più nota, prima o poi arrivati nelle parti avanzate del gioco sarà difficile poter chiamare i mostri che si trovano a grande distanza, il che significa che bisogna costantemente prendere il numero di telefono di denjuu che vivono nella zona in cui ci troviamo. Comunque, abbiamo la possibilità di scegliere un denjuu che ci seguirà e che quindi avremo sempre a disposizione (è possibile cambiarlo durante il gioco, ovviamente).
I numeri di telefono dei denjuu si possono ottenere dopo averli sconfitti in battaglia, anche se non sempre loro saranno disposti a darci il loro numero, dipende dal caso. Facendoli combattere crescono di livello, imparano nuove mosse e si evolvono (mi ricorda qualcosa…). Solitamente ci sono due tipi di combattimenti: quelli contro i denjuu e quelli contro altri esseri umani finiti in questo mondo, chiamati T-Fanger, che chiameranno in loro aiuto i loro denjuu. C’è da notare che i denjuu sono dotati di intelligenza, vivono in delle case esattamente come gli umani e hanno una propria vita sociale. Diciamo che sono i padroni del loro mondo e che gli umani sono gli “ospiti”. Un’altra cosa curiosa è che ci sono dei denjuu che si possono sbloccare dopo aver inserito il loro numero manualmente nel D-Shot, che non si possono ottenere in altre maniere. Sul sito di Smilesoft veniva rivelato ogni mese uno di questi numeri segreti.
Un seguito per Game Boy Advance è uscito nel 2002, con il semplice nome di Keitai Denjuu Telefang 2, e anche questo era disponibile nelle due versioni Power e Speed. Comunque, questi due giochi sono usciti solo in Giappone e non hanno mai raggiunto l’Occidente. Eppure, molti occidentali ci hanno giocato. Per verificare, potete ascoltare questo. È la musica dell’intro del gioco. Se la conoscete, allora siete tra quelli che hanno giocato a propria insaputa a Telefang (come me).
Infatti, un tizio cinese ha hackato i due episodi per Game Boy Color, traducendoli in un inglese decisamente approssimativo, e dopo aver prodotto cartucce in massa di questi hack, le ha rivendute al cosiddetto mercato grigio dei videogiochi (grigio nel senso che non è mercato nero, ma ci si avvicina XD), quello che per intenderci vi propina le famose cartucce 2-in-1 e roba del genere. Io non ho mai avuto a che fare con questi bootleg, ma conosco gente che ne possiede in quantità industriale. La cosa strana è che l’hack della Power Version fu chiamato Pokémon Diamond e quello della Speed Version Pokémon Jade (adesso cominciano a tornare i conti?), probabilmente per poterli spacciare appunto come dei rari giochi della serie Pokémon, anche se poi negli hack non si fa mai cenno ai mostriciattoli di Tajiri. Questi hack, oltre ad essere stati tradotti piuttosto male (capita addirittura che uno stesso personaggio venga chiamato in modi diversi nel corso del gioco), hanno introdotto anche vari bug assenti nei giochi originali, come l’impossibilità di scegliere il nome di Shigeki, di dare un soprannome ai denjuu (puzza di Game Freak…) e di inserire i numeri segreti di cui vi parlavo prima. In alcune versioni di questi hack (come quella che è arrivata a me in forma di ROM) è addirittura impossibile salvare il gioco (io, grazie alle funzioni di vari emulatori, sono riuscito a farlo lo stesso).
Forse l’unico difetto di questo gioco (piuttosto piccolo, eh…
) sono proprio i denjuu stessi. Avete presente Bidoof? Oppure il peggior digimon che avete mai visto? Ecco, abbruttiteli ancora di più e avrete i denjuu. La maggior parte, almeno a me, provocano vomito (se non ci credete, guardate qui), solo alcuni si salvano. Altra cosa interessante sono i metodi di evoluzione, che sono piuttosto difficili da comprendere per noi poveri mortali che giochiamo a Pokémon. Esistono tre tipi di evoluzione:
- Il Natural Method, che è quello più semplice e “classico”, e anche quello che dà i risultati migliori: consiste nel far salire i denjuu fino a un determinato livello.
- Il Reform Method, che ricorda molto alla lontana l’evoluzione per strumenti del pokémondo, consiste nell’accoppiare uno strumento a un dato denjuu. Solitamente però i mostri ottenuti in questo modo sono più deboli rispetto a quelli che si ottengono attraverso il Natural Method.
- Infine, il Test Method, dal chiaro sapore digimoniano: si estrae il DNA di un denjuu evoluto con il Natural Method con una P-Card, poi si usa quest’ultima su un altro denjuu.
Passiamo al punto più importante: come cavolo faccio a giocarci? Io, fortunatamente ho a disposizione le ROM (tanto la Smilesoft è fallita), sia del primo che del secondo per GBA. Il problema è che sono in giapponese, e se non lo sapete è un po’ difficile andare avanti, essendo un gioco che si basa molto sui dialoghi. Una possibile opzione sarebbe giocare alle versioni bootleggate, ma ebbi difficoltà anche con quelle a causa del loro inglese decisamente maccheronico. Comunque, ve le metto tutte a disposizione. Potete farle partire con un emulatore come VisualBoyAdvance, che oltre a essere IMHO il migliore in questo campo è anche multipiattaforma e potete farlo funzionare indifferentemente su Windows o su Linux. Io, a dir la verità, l’ho fatto funzionare, con discreti risultati, anche sul Wii, ma vi darò maggiori info un’altra volta.
Ecco la tarball pronta per voi (o meglio, il file zip, magari ci fosse qualche windowsiano in ascolto…). Per l’emulatore, andate su vba.ngemu.com.
P.S. Leggo su Internet molti giudizi negativi su Telefang da parte di molti pokéfan. A me sinceramente Telefang mi sembra un gioco discreto, non ai livelli di Pokémon ma sempre meglio di certa roba che si trova nei negozi…
P.P.S. Questo è un sito di fan di Telefang. Chi se lo sarebbe aspettato?
