Chi cacchio è Akiyoshi Hongo?

Anche se la desinenza del suo nome potrebbe far pensare a un dinosauro nintendoso, non c’entra nulla con Nintendo, o quasi.

Per capire chi cacchio sia, dobbiamo parlare di un altro tizio di nome Aki Maita. Chi è lui allora? Su Internet ho trovato poca roba, so solo che è l’inventore del Tamagotchi, giochino elettronico prodotto da Bandai che ha avuto molta fortuna negli anni ‘90.

Tornando alla domanda del titolo, Hongo è un tizio che si è ispirato al giocattolino di Bandai per realizzare un anime. Da adesso in poi il post consiste nel capire di che anime si tratta. Potete aiutarvi con Google…

La prima opening di questo anime ha avuto l’onore di essere ficcata nel 組曲『ニコニコ動画』, ovvero il sottofondo di quella pazzia mariosa che vi ho fatto vedere tempo fa. Per la precisione, è una compilation di musiche animistiche e non solo (infatti comparivano anche musiche di Rockman e del nintendosissimo). Su Youtube potrete trovare molti video di questa compilation con le immagini degli anime correlati. Chi vuole provare indovini.

Un altro indizio: nonostante i fan di questo anime vogliano dimostrare il contrario (anche con buoni risultati), e come ho già detto questo Hongo si è ispirato al Tamagotchi, IMHO è probabile che l’ispirazione di un tizio nato il 28 agosto 1965 abbia influito, seppur di poco, sull’anime suddetto. In effetti, le ispirazioni dei due tizi erano molto diverse (uno si era ispirato agli entomi, l’altro a un gioco), ma sotto certi aspetti potevano portare a conclusioni simili. Gli entomi di prima infatti, come gli animaletti del gioco a forma di uovo, crescono molto rapidamente.

Altro indizio: nonostante Akiyoshi si sia ispirato al gioco di Bandai, che comunque era abbastanza tranquillo nella sua intrinseca bastardità Sim-style (della serie “ti vedi nascere e morire decine di generazioni davanti ai tuoi occhi”), l’anime risultante era pure abbastanza “serio” per gli standard dell’epoca (almeno tra gli anime che arrivavano nello stivale), tant’è che sempre IMHO le ultime serie dell’anime suddetto non hanno nulla a che spartire con i Tamagotchi e hanno assunto quasi una personalità propria. Era talmente serio che io all’epoca (lo seguivo in contemporanea con un’altro) smisi di seguirlo proprio per la sua “serietà”. Pillola di cultura animistica: come saprete nelle opening compare il testo della canzone in sovrimpressione. A seconda della presenza o no dei furigana (le scritte in hiragana sopra ai kanji che servono a comprendere questi ultimi se non si conoscono) si può dedurre il target dell’anime. I bambini infatti non conoscono gli ideogrammi…

Quarto indizio: e questo è proprio pesante. Questo anime, come si deduce dalle righe sopra, è stato portato anche in Italia, fortunatamente sotto mani diverse dalle solite. Le solite mani sono quelle di Mediaset, in grado di sconvolgere le trame degli anime pur di poterli trasmettere alle 4 di pomeriggio (Lady Oscar docet). Quelle insolite sono quelle del servizio pubblico italiano. All’interno del quale ci deve essere qualche pazzoide che IN ITALIA riesce a localizzare un anime facendo solo il lavoro essenziale, ovvero TRADURRE DI SANA PIANTA I TESTI. A dir la verità, qualche sbavatura è uscita (ad esempio c’è una locazione geografica che in origine era sempre indicata con un nome esteso, e qui invece è finita abbreviata con un inglesismo semiosceno), ma nulla che rendesse ingodibile l’anime. All’epoca veniva trasmesso a un’ora simile a quella del battaglione di Mediaset, tant’è che in pratica o ti vedevi l’uno o l’altro. Io ero riuscito a vedere quest’anime tra le infinite pause pubblicitarie di Italia Uno XD. Poi l’hanno trasferito al mattino, ma è un altro discorso…

Quinto indizio: qui ormai dovreste capire di che parlo. Come vi ho detto, mi vedevo questo anime tra le pause pubblicitarie di Italia Uno. La domanda è: che guardavo su Italia Uno? Un’altro anime, ispirato alla creazione del tizio del ‘65 di cui sopra, passato tra le peggiori mani del mondo. Infatti quei simpaticoni di Cologno Monzese non hanno fatto la cosa più sensata, ovvero localizzare l’anime giapponese, ma localizzare la versione localizzata al di là dell’Atlantico da 4Kids, portandosi dietro tutte le inutili censure apportate da quest’ultima per misteriosi motivi (esemplare quella di ルージュラ perché “poteva offendere la gente di colore”, ma vieni!). A parte il fatto che il nome è tutto un programma, basta googlare un po’ per capire di quale anime sto parlando. Indizio pesante: l’anime non è quello di Yu-Gi-Oh! (anche se credo che anche in quel caso Mediaset abbia fatto la stessa cosa)…

Sesto indizio: ora in pratica vi svelo l’arcano. Giusto per farvi vedere quanto sono bravi quelli di Rai Due (GRANDISSIMA RIVELAZIONE!) vi voglio far vedere i video dell’opening della terza serie, sia gli originali che gli italiani. Guardate e noterete due cose: le immagini in sovrimpressione sono praticamente le stesse (crediti a parte), e miracolosamente anche la sigla italiana è una semplicissima e perfetta COVER dell’originale! La prima strofa, che in giapponese fa “voglio essere il più grande sognatore, corro a tutta velocità, sia nel futuro che nel presente”, in italiano suona “ricomincia l’avventura tutti a gran velocità, corrono, il futuro, il futuro è là”, ovvero una discreta traduzione ritmica. Ebbene, guardate:


Ora dovreste aver capito di che anime parlavo. È un’anime atipico, decisamente fuori dal comune. Vi consiglio di vederlo se cercate qualcosa di serio. Personalmente io resto ad ascoltare i messaggi del vento, ma semmai dovessero ritrasmetterlo lo guarderei senz’altro. Vi lascio con la prima opening che finirà sul mio iPod (il riff di chitarra all’inizio è quello che しも ha prelevato per il remix di cui sopra, provate a riconoscerlo):

Ultime note di colore: per l’ispirazione bandaistica vedere la forma del “digital device” (avete ragione, lo chiamano digivice anche in Giappone), per l’ispirazione tajiriana confrontare パタモン (soprattutto la terza inquadratura in basso a partire da sinistra) con questa ormai storica creazione di Ken Sugimori, chiamata invece ピカチュウ. La locazione geografica di cui sopra è Digiworld, che in Giappone chiamano semplicemente “mondo dei digimon” (almeno nelle prime puntate, poi non so).

P.S. Adesso vi chiederete “OLM che fa un post eterno sui digimon?”. I più astuti hanno già capito: la colpa è di Sora, ma non il protagonista di Kingdom Hearts, no

7 Risposte a “Chi cacchio è Akiyoshi Hongo?”

  1. koalalorenzo Dice:

    Ricordo ancora quando giocavo con le carte di quel cartone, in oltre ci andavo pazzo! Non mi sono mai perso una puntata!

  2. olympicmew Dice:

    Altro indizio dell’ispirazione bandaistica: quei “cosi” si evolvono (e non “digievolvono” come hanno doppiato, altro piccolo errore :) ) quando i loro padroni sono in pericolo, e gli esserini dei Tamagotchi crescevano solo se li trattavi bene…

  3. HumiChan Dice:

    All’inizio pensavo fosse un intervento contro i Digimon, ma meno male che non è così XD E’ vero, di Akiyoshi Hongo non si sa quasi nulla, alcuni credono che non esiste realmente ed è un nome fittizio per un tipo che lavora alla bandai e che ha lo stesso cognome ma differente nome :P I Digimon sono stati certo fortunati a finire in mano della Rai, non perdendo eccessivamente di qualità (tranne qualche censuretta, la più eclatante è stata quella di eliminare interamente l’episodio chiave della seconda serie, dove capivi perchè Ken diventasse l’imperatore Digimon), anche se ne ha risentito per il successo… ma da una parte è meglio così, i Digimon non sono fatti per essere un “tormentone” :P
    A me piacciono così tanto che sto cercando di gestire un sito su di loro, cosa non molto facile XD Speriamo di informare l’Italia intera su quello che si stan perdendo trascurando quest’anime (esatto, parlo al presente perchè deve arrivare ancora la quinta serie, di target decisamente più alto rispetto alle precedenti) :) Buona fortuna con il blog comunque, sembra molto ben fatto :)

  4. olympicmew Dice:

    Poi l’ho capito da solo perché Ken è diventato l’imperatore Digimon. La quinta serie comunque, da quello che ho visto, non mi piace molto (guarda i post successivi al riguardo). Ho visto solo mezza prima serie e tutta la seconda (su Youtube :D ), e デジモンアドベンチャー02 mi piace veramente tanto.

    P.S. i post ambigui fino alla fine li faccio apposta, felipe insegna!

  5. olympicmew Dice:

    Ah, giusto per occuparmi di ciò che mi compete :D , per quanto riguarda il tuo sito Gatomon in realtà si chiama Tailmon . Non so perché gli abbiano cambiato nome…

  6. HumiChan Dice:

    Non so che sezione del sito hai visitato, in quella delle Digievoluzioni l’ho specificato il nome Giapponese :P
    Ad ogni modo ne hanno cambiati di nomi (gli americani ci mettono lo zampino) anche per piccolezze (tipo Wizardmon è in realtà Wizarmon, oppure Tyrannomon è Tyranomon) :D
    Poi certe volte fanno dei pasticci colossali, ad esempio c’è un digimon che in giapponese si chiama Bearmon, loro lo hanno chiamato Kumamon (che sarebbe l’equivalente giapponese di orso) poi nella quarta serie c’è il leggendario guerriero del Ghiaccio, pure quello si chiama Kumamon (sempre per volontà degli americani)… risultata una gran confusione, chiaramente ora il primo digimon è conosciuto sia come Bearmon sia come Kumamon XD
    Comunque la smetto qui perchè quando inizio con questo argomento, smetto difficilmente XD
    Purtroppo i miei impegni quotidiani (nonchè la mia super lentezza nel fare le cose), mi rende l’aggiornamento di quel sito molto difficile, ma tanto è per passione che lo faccio e nessuno mi rincorre dietro con un bastone XD
    Comunque ti saluto, è stato un piacere parlare con te^^ A risentirci, chi lo sa :)

  7. olympicmew Dice:

    Vabe’, sono piccolezze… comunque non credere che sono un gran fissato di digimon eh… XD questo e’ solo un piccolo post su un anime che ho riscoperto grazie a un video su Youtube. Se cerchi in questo blog vedrai che parlo molto piu’ di Nintendo e di pokemon :D

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